Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
Storie

Hai sempre preferito il camice alla cravatta, la trincea ai tavoli di comando

In ricordo di Cataldo Romeo, il medico responsabile dell'hub vaccinale del PalaBrillia, scomparso improvvisamente "senza troppo chiasso, con troppa stanchezza"

Hai sempre preferito il camice alla cravatta, la trincea ai tavoli di comando

Questo pezzo si chiama coccodrillo. È un pezzo commemorativo. Quello che nessun giornalista vuole scrivere mai su qualcuno che ha conosciuto, al quale ha voluto bene, qualcuno che considerava famiglia. Eppure è anche l’unico strumento di un giornalista per onorare la memoria, per accendere un ricordo. Per dare un senso al lavoro.

Sono i pezzi che toccano ai più vecchi in redazione, o alle grandi penne, mi perdonerai quindi, “Direttó”, se tocca a me scriverlo, mi sentivo il più giusto.

Non ti piaceva essere chiamato così, lo so, ma per me facevi un’eccezione.

Hai sempre preferito il camice alla cravatta; la trincea ai tavoli di comando.

Il cuore ha fatto un brutto scherzo ieri sera, ma io credo che la causa non sia quella. Si dividono le colpe la rettitudine, il senso del dovere, la vocazione all’abnegazione.

Hai danzato fino al silenzio senza dar disturbo, senza troppo chiasso, con troppa stanchezza.

Il vuoto che resta è la cassa di risonanza di una vita spesa per la coerenza, per la disponibilità, per il sostegno.

E anche se tu preferivi Pelé e io Maradona, non fa niente. Berrò un caffè e passerà. Ristretto, ma non troppo.

Mancherà il medico che risponde a qualsiasi chiamata, mancherà il padre e il marito amorevole, mancherà l’uomo timido che non si vuol far vedere in pigiama.

La morte apre troppo spesso strade di retorica, spero di non averle percorse, ma questo è ciò che rimane: la coscienza che non si può essere avari, nel lavoro e nelle emozioni; che bisogna mettersi in gioco, meglio un’ora in più con gli amici, che il sonno; meglio l’aroma del caffè che la tisana; meglio il rosso che il bianco; meglio un bacio che un amore rimpianto; meglio la coerenza che la falsità; meglio il senso del dovere che il voltagabbana.

Che la terra ti sia lieve, “Direttó”, concedimelo ancora una volta.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/01/2022