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Fine dello smart working e cambio di stagione, un mix che incide sul piano psicologico

La psicologa calabrese Cartolano (Unsic) afferma: «La sovrapposizione di questi due cambiamenti potrà incidere sul rendimento dei lavoratori»

Fine dello smart working e cambio di stagione, un mix che incide sul piano psicologico

CATANZARO - Nei prossimi giorni, lasciando lo smart working, torneranno in presenza non meno di due milioni di lavoratori in tutta Italia. Secondo i dati dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il fenomeno ha riguardato un milione e 850mila dipendenti della pubblica amministrazione e due milioni e 110mila lavoratori delle grandi aziende.

Il rientro fisico nei luoghi di lavoro avverrà, in molti casi, dopo oltre un anno di lavoro da remoto. Oltre all'aspetto pratico, ce n'è uno altrettanto importante sul piano psicologico di cui si parla poco.

«Tanto più – mette in guardia Francesca Cartolano, psicologa calabrese dell'organizzazione datoriale Unsic – che questa operazione di 'normalizzazione' avviene in una fase biologica che risente del passaggio stagionale».

«Il cambio di stagione, - continua - è noto, influenza il nostro organismo e le attività quotidiane che compiamo. Le conseguenze che ne derivano, sia a livello fisico sia mentale, sono da attribuire all'alterazione degli ormoni della serotonina e della melatonina. Tra gli effetti somatici più comuni rientrano le emicranie, gli sbalzi di pressione e il mal di stomaco, mentre tra le reazioni psicologiche sono compresi il malumore, l'insonnia, l'ansia e la tendenza a sentirsi più stanchi del solito. Tuttavia esistono differenze sostanziali tra "bella" e "cattiva" stagione, aggettivi che non sempre sono appropriati a classificare estate e inverno. Uno studio di Harvard, infatti, dimostra che il freddo e il cattivo tempo rappresentano un "carburante" per la creatività e per il rendimento dei dipendenti sul posto di lavoro, che sarebbero anche meno tentati da attività all'aperto, come fare una passeggiata. La stessa ricerca, però, dimostra che il ricordo delle ferie appena trascorse, ad esempio mostrando foto di spiagge, tende a far peggiorare l'umore e, di conseguenza, a far abbassare la creatività e la produttività».

«Il cambiamento stagionale può innescare il cosiddetto 'Sad', cioè il Disturbo affettivo stagionale, che si manifesta con episodi depressivi proprio nel passaggio da una stagione ad un'altra. A livello biologico accade tutto questo perché il nostro corpo deve operare un accomodamento a quelle che sono le modificazioni delle temperature, delle ore di sole ed in generale dell'ambiente esterno. La cosa fondamentale da tenere presente è che questi fattori possono influenzare la sensazione generale di benessere, il lavoro e le interazioni con i colleghi. Tanto più in un cambiamento sostanziale come la fine dello smart working, che in molti casi ha tenuto lontano dal posto di lavoro anche per più di dodici mesi. È allora importante, in questo duplice passaggio ambientale, prevedere attività di supporto psicologico in grado di alleviare questi radicali cambiamenti di abitudini e di fornire validi strumenti per la gestione di stress e ansie» conclude la psicologa.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

07/10/2021