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Lui era Back, sbranato vivo da un branco di randagi. Sempre più allarme a Co-Ro

L’accaduto, però, non rende i randagi carnefici, ma vittime di un sistema incapace di trovare una soluzione immediata. Quanti, come Back, dovranno subire lo stesso destino?

Lui era Back, sbranato vivo da un branco di randagi. Sempre più allarme a Co-Ro

CORIGLIANO-ROSSANO - Prendi una città come Corigliano-Rossano, mettici che è la terza città della Calabria e poi aggiungi un problema al quale non si riesce a porre fine: il randagismo. Ora, cerca le soluzioni per arginare un fenomeno sempre più presente nel territorio. Immagino ce ne siano tante, svariate… proprio così. E allora, perché non si fa nulla?

Nelle ultime ore è accaduto un evento che ha scosso la cittadinanza, una di quelle notizie che non si possono più sentire. Un cane di nome Black, docile e dolce è stato sbranato e brutalmente ucciso da un branco di cani, affamati. Black, oltre ad avere una famiglia era la mascotte di uno dei quartieri di Corigliano-Rossano. L’accaduto, però, non rende i randagi carnefici, ma purtroppo vittime di un sistema perché, «quello del randagismo è un problema ben radicato nel nostro territorio. In particolare, la città vive una situazione di forte degrado, a causa della costante e corposa presenza di randagi. È un’emergenza-allarme che purtroppo desta preoccupazione tra la gente e chiaramente, si teme anche per la salute degli stessi amici a quattro zampe».

Lo dicevamo qualche giorno fa, denunciando (leggi qui) ancora una volta un fenomeno al quale non si riesce a porre un argine. È impensabile il dolore che ha subito il piccolo Black e quanti come lui, avranno lo stesso destino? Ci sono svariate soluzioni per poter togliere i cani dalla strada, dando loro una vita dignitosa. Perché se l’umano può pensare, agire e decidere, un cane per quanto spesso superiore all’uomo, quando è affamato non ha chance. E questo, non giustifica l’evento, anzi! È un invito a risolvere nel più breve tempo possibile questa situazione, che arreca solo dolore e sofferenza agli animali, tutti.

«Lui era Black, non era solo il cane di famiglia ma era il cane del quartiere! Chi mi conosce sa - dice la cittadina di Corigliano-Rossano che ha denunciato l’evento accaduto tramite il suo profilo Facebook - quanto amore ha ricevuto ma oggi Black non c’è più. Non per una malattia, non perché è stato abbandonato ma perché è stato aggredito da un gruppo di randagi che ormai da tempo hanno preso possesso del quartiere dove vivo».

«Non è servito a nulla - continua - fare esposti e denunce al comune, al sindaco, alla prefettura, all’Asp e a tutti i responsabili della sicurezza e della prevenzione al randagismo. Viviamo in un paese dove chi ha il dovere di proteggerci e tutelarci non lo fa, per mancanza di volontà ma forse anche per incuranza, perché tanto, finché non viene lesa la propria sfera personale si può voltare lo sguardo dall’altro lato e far finta di nulla. Ringrazio il sindaco Flavio Stasi e tutta la compagine che doveva tutelarci per non aver fatto nulla. Black poteva essere ancora qui e come lui chissà quanti altri. Black poteva non morire se chi di dovere avesse fatto il lavoro per cui è pagato».

L’appello di questa giovare ragazza e la sua struggente denuncia ci fa pensare tanto e ci rende un po’ tutti responsabili di questo scempio senza precedenti.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/09/2022