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«Che fine ha fatto la Centrale unica di committenza di Trebisacce?» L'opposizione incalza il sindaco Aurelio

In una interrogazione a risposta scritta i consiglieri di minoranza del gruppo "Insieme si può" chiedono all'Amministrazione comunale di Trebisacce notizie in merito alla Cuc, che potrebbe non essere

«Che fine ha fatto la Centrale unica di committenza di Trebisacce?» L'opposizione incalza il sindaco Aurelio

TREBISACCE - "Che fine ha fatto la C.U.C.?", cioè la centrale unica di committenza.

Lo chiedono al presidente del consiglio comunale Salvatore Carlomagno, in un'interrogazione a risposta scritta, Antonio Aurelio e Mimma De Marco, consiglieri comunali di opposizione del gruppo Insieme si può.

Che cos'è la Centrale unica di committenza?

Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. i) del D. Lgs. n. 50/2016 la Centrale Unica di Committenza (C.U.C.) è un’amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore che opera su base convenzionale e che fornisce attività di centralizzazione delle committenze e attività di committenza ausiliarie.

A cosa serve la CUC?

Le centrali di committenza possono:

\taggiudicare appalti;

\tstipulare ed eseguire contratti per conto delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori;

\tstipulare accordi quadro ai quali le stazioni appaltanti qualificate possono ricorrere per l’aggiudicazione dei propri appalti;

\tgestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici.

Nell'interrogazione rivolta al presidente del consiglio comunale di Trebisacce si legge questa premessa:

"Premesso che presso il comune di Trebisacce era stata istituita la C.U.C. (Centrale Unica di Committenza) che provvedeva all’espletamento delle gare di appalto, cui avevano aderito anche altri comuni, dando così anche centralità politica e amministrativa al comune di Trebisacce e

che pare per la corrente legislatura, la stessa non sia stata ancora attivata o avviata nelle funzioni"

a cui seguono tutta una serie di riferimenti normativi e procedurali, per poi continuare

"Che, per quanto appreso, considerato che ad oggi il comune di Trebisacce non ha avuto opere pubbliche finanziate con il PNRR per cui non c’è l’obbligo aderire alla CUC e che pertanto l’adesione del comune di Trebisacce alla C.U.C. di altri comuni, comporta inevitabilmente una perdita di centralità politica e di gestione dei lavori pubblici, considerato anche l’imponente numero di opere già finanziate e da appaltare, con innegabili ripercussioni lavorative per le imprese di Trebisacce e anche per una migliore e maggiore efficienza; che l’adesione alla C.U.C. di altri comuni comporta altresì perdite economiche notevoli per il comune per il corrispettivo che si paga per aderire, oltre l’onorario per i commissari che vengono sottratti del finanziamento e quindi ciò comporta una riduzione di opere da eseguire; che la motivazione di esclusione di responsabilità configura certamente una grave imperizia e negligenza, oltre che una mancanza di lungimiranza politica, considerato che amministrare significa anche assunzione di responsabilità e che in ogni caso la gestione delle gare di appalto è delle commissioni tecniche che vengono di volta in volta nominate e integrate con esperti tecnici segnalati dagli ordine professionali o di altri comuni con esclusione di responsabilità politica diretta degli amministratori..."

Tutto ciò premesso, l'interrogazione trasmessa al presidente del consiglio contiene dunque un'interrogazione, rivolta al sindaco e alla giunta comunale attraverso gli assessori competenti nella quale si chiede agli stessi:

"Se non si intende più procedere alla costituzione e attivazione della C.U.C. e quali sono i motivi, se è vero che sono stati contattati altri comuni presso i quali si intende aderire; di notiziare il consiglio comunale con discussione dello stesso argomento".

Dunque, traducendo il linguaggio d’impronta giuridico-legale dell’interrogazione, il punto è: Trebisacce avrà o non avrà più la propria Centrale unica committenza, a cui anche alcuni altri comuni del territorio facevano riferimento?

E nel caso in cui l'Amministrazione comunale avesse deciso di non rinnovare questa realtà, si tratta di una scelta politica o di una scelta tecnica?

E in entrambi i casi, quali sono le ragioni?

Attendiamo che il postino suoni per vedere come si sviluppa la corrispondenza tra le parti.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

04/11/2022