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Due rappresentanze della Calabria del nord-est nella Guida Pane e Panettieri d’Italia 2025

Si tratta di Forno Orlando a Castrovillari e Panificio Mauro e Vito Elisa a Cerchiara. La 6° edizione della Guida di Gambero Rosso è un elogio agli artigiani artefici di prodotti da forno sempre più a

Due rappresentanze della Calabria del nord-est nella Guida Pane e Panettieri d’Italia 2025

CASTROVILLARI - La sesta edizione della Guida di Gambero Rosso è un elogio agli artigiani, capaci di far fronte a un mercato in continua evoluzione e artefici di prodotti da forno sempre più autentici. La Calabria ha una ampia rappresentanza, con ben 19 insegne tra cui una new entry.

Circa il 10% dei panifici censiti nella nuova Guida Pane e Panettieri d’Italia 2025 coltiva direttamente i propri grani: un forte segnale che testimonia la crescente attenzione verso la filiera corta e la valorizzazione delle produzioni locali. Perché un pane che nasce dal seme che germoglia nella stessa terra in cui viene lavorato non può che raccontare un’identità precisa, un vero e proprio “terroir”, come direbbe il maestro Davide Longoni. Un ritorno alle tradizioni e alle tecniche di lavorazione che si tramandano di generazione in generazione e che non cedono alla schiavitù della mollica alveolata.

“Perché gli alveoli possono essere, sì, indicativi della qualità della lievitazione, ma non sempre, a maggior ragione se le farine utilizzate sono a basso contenuto proteico, come la segale. Per riconoscere il buon pane bisogna annusarlo: deve sapere prima di tutto di grano”, scrive nella prefazione Annalisa Zordan, curatrice della Guida, ponendo l’accento sull’importanza dell’olfatto e del gusto nella valutazione di un buon prodotto. Un pane fragrante, dal profumo intenso di grano, è già di per sé un ottimo indizio. E se gli alveoli, spesso osannati come simbolo di lievitazione perfetta, non sempre sono un indice affidabile, soprattutto con farine povere di glutine come la segale, il Gambero Rosso invita a riscoprire il valore del gusto come segnale di buona qualità.

Si unisce a questa visione anche il pensiero di Piero Gabrieli di Petra Molino Quaglia, main partner della Guida, che fa una profonda riflessione sul futuro della panificazione italiana che ha bisogno di “recuperare le conoscenze e le competenze tradizionali, coniugandole con l’innovazione e la sperimentazione. Solo così sarà possibile preservare la ricca varietà dei pani italiani e costruire un futuro sostenibile per il settore“.

Pane e Panettieri d’Italia 2025 è una preziosa bussola per gli amanti del pane buono, alla scoperta di fornai artigiani che ogni giorno, con passione e dedizione, portano sulle nostre tavole un pezzo d’Italia. Da Nord a Sud tutta la geografia è ben rappresentata con i Tre Pani che crescono in maniera omogenea lungo tutto lo stivale: 64 con 6 new entry. Tra le nuove eccellenze spicca il Lazio con ben due new entry, cui segue il Friuli-Venezia Giulia, la Campania, la Puglia e la Sardegna che vantano un nuovo ingresso ciascuna, a testimonianza della vivacità del panorama panario regionale.

La Calabria - Sono 19 le insegne che hanno meritato un posto nella guida: nessuna riesce a raggiungere ancora il massimo del punteggio ma sono molte quelle che ci vanno vicino, distribuite tra tutte le province. Con un nuovo ingresso, che merita Due Pani, a Cerva (CZ), di Bubbo Brunella Bakery.

Ecco le altre insegne - COSENZA: San Luigi di Acri, Forno Orlando a Castrovillari, Panificio Mauro e Vito Elisa a Cerchiara, Perna Il Pane di Tessano a Dipignano, Panificio Cuti a Rogliano e Cappa a San Giovanni in Fiore. CATANZARO: l dolce forno Boccuto in città, Mezzotero di Botricello e L’arte del grano a Davoli. REGGIO CALABRIA: Pane, Amore e lievito madre e Panificio D’Agostino in città, Panificio Bruno Stilo e Giannarèna a Canolo, La Farineria e Sorbara a Cittanova e Arte del pane a Gioia Tauro. CROTONE: Forno L’arte bianca.

Fonte: meravigliedicalabria.it

Eco dello Jonio

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Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/06/2024