Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
Territorio

Ben 36 cantine calabresi nella "Slow Wine 2026"

La guida che recensisce le cantine che si distinguono per scelte virtuose e attente alla sostenibilità, restituisce una fotografia produttiva che dal Pollino allo Stretto racconta storie di vigna, cul

Ben 36 cantine calabresi nella "Slow Wine 2026"

MILANO - C'è fermento in attesa della presentazione nazionale della guida ai vini buoni, puliti e giusti - SLOW WINE 206 - in programma a Milano il prossimo 18 ottobre. Nella pubblicazione di Slow Food Editore sono recensite 2016 cantine considerate non solo perché producono vini buoni, ma anche frutto di scelte virtuose e attente alla sostenibilità.

Tra le pagine dell'edizione che recensisce 7972 vini anche 36 cantine calabresi, tra le quali tre sono novità, 2 premiate con la chiocciola ('A Vita e Sergio Arcuri). E poi ancora "Le bottiglie" il riconoscimento assegnato ai vini che dimostrano qualità eccellente sotto il profilo organolettico e rappresentano valori di territorio, storia e ambiente per Casa Comerci e ben 9 vini Slow (cantine Nasciri, Fezzigna, Cote di Franze, Sergio Arcuri, Casa Comerci, Aspromonte, 'A Vita, Origine & Identità, Giuseppe Calabrese) che restituiscono una fotografia produttiva che dal Pollino allo Stretto racconta storie di vigna, cultura e comunità che trasformano il vino da «patrimonio di singoli» a «gesto collettivo» come scrive la coordinatrice regionale di Slow Wine Calabria, Alessandra Molinaro.

«Senza il fattore umano, il vino non sarebbe altro che un prodotto agricolo, una merce. È l'uomo che lo rende linguaggio, cultura, comunità».

In un mondo che è stato interessato dalle tendenza dealcolate, le problematiche dei dazi, il calo dei consumi, e tanto altro ancora, il «rumore di fondo - aggiunge nella sua introduzione la Molinaro - rischia di soffocare la sostanza. Eppure, il vino non nasce per essere discusso, ma bevuto. Prima che argomento, è esperienza. Prima che contenuto, è relazione. E se vogliamo che sia anche cultura, dobbiamo prendere atto che la cultura smette di essere tale quando le chiediamo di farsi performance, quando la pieghiamo ai numeri. Cultura dovrebbe essere un atto di coscienza, non una gara. Ecco perché l'approccio che guida queste pagine vuole essere umano, etico, relazionale. Qualcuno potrebbe definirlo romantico, in realtà si fonda su basi solide: le neuroscienze. Ci hanno mostrato che il gusto non è un dato oggettivo, ma una costruzione soggettiva. Cambia con le emozioni, con il contesto, con le aspettative, con la memoria. Non esiste un gusto assoluto: esiste la percezione del gusto. E se il gusto è percezione, e la percezione è relazione, allora il vino non può ridursi solo a una carta geografica. È una terra che ha fatto il giro lungo: da una zolla a un pensiero, da un filare a una scelta, da una pianta a una visione. È una geografia attraversata da coscienza».

La guida Slow Wine, che dopo l'anteprima nazionale avrà una sua presentazione in Calabria con i protagonisti regionali, vuole diventare uno «strumento di riflessione, di maturazione culturale, di partecipazione collettiva. Che non legge il vino come prodotto, ma come processo umano, agricolo e percettivo».

«Perché il vino - conclude la coordinatrice regionale di Slow Wine - in fondo, è questo: un atto di relazione tra chi coltiva la terra e chi ne ascolta il frutto. È una forma di linguaggio che unisce generazioni, geografie, visioni. È un modo di stare insieme. Ecco il senso: il vino non appartiene a chi lo possiede, ma a chi lo condivide. Non è patrimonio di singoli, ma gesto collettivo. La sua forza, come quella di ogni comunità viva, non sta nei numeri, né nelle performance, ma nello spazio che apre tra le persone. Solo in questa presa di coscienza il vino può farsi futuro».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

03/10/2025