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Longobucco, Mazza: «Cuore pulsante e baluardo della resilienza jonico-silana»

Il borgo della Sila Graeca simbolo delle aree interne: isolamento infrastrutturale, sanità negata e una comunità che non si arrende \n

Longobucco, Mazza: «Cuore pulsante e baluardo della resilienza jonico-silana»

CORIGLIANO-ROSSANO- «Quando parlo di Longobucco non cito solo un borgo incastonato nella Sila Graeca, ma il simbolo più nitido della condizione delle aree interne italiane». Così Mazza definisce il Comune jonico-silano, oggi paradigma di un’Italia marginalizzata solo sulla carta, ma centrale per identità, storia e dignità.

Longobucco rappresenta il volto di una battaglia quotidiana contro l’abbandono istituzionale, l’erosione dei diritti fondamentali e un isolamento che non è più soltanto geografico, ma profondamente politico. Strade che si sgretolano, ponti crollati, servizi che arretrano: non incidenti, ma i segni evidenti di un’emorragia che sta svuotando il cuore silano e l’intero arco jonico.

Emblema di questo fallimento è il viadotto Ortiano II, crollato nel maggio 2023 e mai ripristinato. «Quel vuoto nel cemento – sottolinea Mazza – è il collasso della fiducia tra cittadini e Stato». La Sila-Mare, arteria pensata per collegare la Sila Graeca allo Ionio, resta un’incompiuta cronica che trasforma pochi chilometri in un’odissea quotidiana, condannando Longobucco a un isolamento che frena economia, turismo e sviluppo.

Ancora più drammatica è la questione sanitaria. «L’assenza di servizi sanitari efficienti in un territorio isolato non è un disagio, ma una violazione del diritto alla vita». I recenti fatti di cronaca parlano di ambulanze assenti o demedicalizzate e di tempi di intervento incompatibili con le emergenze. I chilometri che separano Longobucco dal primo ospedale attrezzato diventano un muro invalicabile, dove ogni minuto perso può fare la differenza tra la vita e la morte.

Eppure Longobucco non è un territorio povero, ma impoverito. Un borgo che custodisce l’arte millenaria della tessitura, un patrimonio boschivo straordinario e un potenziale turistico enorme, soffocato però da una viabilità inadeguata. «Senza infrastrutture – evidenzia Mazza – anche la bellezza diventa un peso e la tradizione rischia di ridursi a memoria».

«Longobucco non chiede carità, ma giustizia infrastrutturale», conclude. La mobilitazione della comunità è la prova di una resilienza che non intende arrendersi. Perché senza strade, sanità e servizi non può esistere dignità. E senza dignità, non può esistere uno Stato.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

24/01/2026