Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
Territorio

Essere scelti, vivere le fragilità: Cesare Cremonini incontra gli studenti dell’Unical

Un confronto aperto tra musica, formazione e cultura digitale ha coinvolto la comunità accademica sul senso delle relazioni e del linguaggio emotivo nel tempo dei social, a partire dall’esperienza art

Essere scelti, vivere le fragilità: Cesare Cremonini incontra gli studenti dell’Unical

RENDE - Amore, fragilità, paura di sbagliare, privilegio di essere scelti: intorno a questi temi si è sviluppato l’incontro tra Cesare Cremonini e gli studenti dell’Università della Calabria che si è tenuto oggi pomeriggio al Teatro Auditorium Unical (TAU). Un dialogo intenso e profondamente partecipato, nel quale il cantautore bolognese si è confrontato con gli studenti insieme al noto agente Lucio Presta, cosentino di nascita e da sempre legato all’Ateneo.

L’iniziativa “L’amore non è mai logico. Poetica dell’amore nell’era dei social media”, riservata alla comunità accademica e organizzata dal professor Giovanni Trebisacce nell’ambito dell’insegnamento di Pedagogia Sociale del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione, ha trasformato lo spazio teatrale in un luogo di dialogo autentico tra musica, formazione e vissuto personale, lontano da ogni retorica celebrativa.

In apertura, il Rettore Gianluigi Greco ha sottolineato il valore culturale e umano dell’incontro ed ha ringraziato Lucio Presta, «amico vero dell’Ateneo», per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’evento, esprimendo l’orgoglio di poter accogliere Cremonini e di mostrare «la bellezza di questa università». Nel suo intervento, inoltre, il Rettore ha proposto una riflessione sul rapporto tra amore e logica, ricordando come i limiti dei sistemi razionali – messi in luce già nel Novecento – rendano necessario affiancare al rigore anche il sentimento e l’intuizione: «Qui all’Unical studiamo con rigore, ma il nostro fine ultimo è comprendere, “tenere insieme” ciò che sentiamo e ciò che pensiamo. È in questo scarto che si gioca l’esperienza più profonda dell’essere umano».

Nella sua introduzione, Giovanni Trebisacce ha ripercorso la genesi dell’incontro, nato «nelle aule, a partire da una tesi di laurea e dall’ascolto dei testi di Cremonini», nei quali emergono temi centrali per la pedagogia contemporanea: fragilità, unicità della persona, amore come riconoscimento dell’altro. «In un mondo che ci chiede di essere veloci e impeccabili – ha sottolineato – diventa educativo avere il coraggio di sbagliare e di vivere senza seguire un algoritmo».

Molto partecipato l’intervento di Cesare Cremonini, che ha dialogato a lungo con gli studenti, restituendo un racconto personale e mai idealizzato della sua esperienza artistica e umana. Al centro delle sue parole, il tema dell’essere scelti: «Oggi ho capito che voi studenti siete amati. Siete stati scelti da chi vi sta aiutando a formarvi, e sapere di essere stati scelti è una grande fortuna». Cremonini ha ricordato come ogni passaggio decisivo della sua vita sia stato reso possibile da qualcuno che ha creduto in lui – dalla famiglia al pubblico – ribaltando una narrazione esclusivamente meritocratica del successo: «Dire che chi non ce la fa non è abbastanza determinato è una violenza. Chiunque abbia cambiato in meglio la propria vita è stato, prima di tutto, scelto. Anche solo da un’ispirazione artistica».

Nel corso dell’incontro, Cremonini ha anche regalato al pubblico tre momenti musicali molto intensi, eseguendo dal vivo al pianoforte e alla chitarra Marmellata #25, Dev’essere così e Vorrei.«È la prima canzone che ho composto nella mia vita, a 15 anni – ha raccontato riferendosi a quest’ultimo brano–scritta in una delle tante estati degli anni ‘80 in vacanza a Maratea, ad un millimetro dalla Calabria. Non è un capolavoro di De Andrè, non è Yesterday o Bohemian Rhapsody, è solo una piccola scintilla d’amore che sta in piedi. Già allora ebbi la sensazione di essere stato scelto dall’ispirazione».

Il cantautore bolognese ha poi accennato alle proprie fragilità, descrivendo il palcoscenico come «un luogo di terrore», ma anche uno spazio in cui imparare a convivere con le proprie paure: «Chi conosce le proprie debolezze e non le rimuove, imparando a conviverci, diventa un supereroe». La scrittura delle canzoni, ha spiegato, è fatta di incertezze e “incidenti interiori”: «Una canzone non dimostra nulla, è ambigua per natura. Non è mai finita davvero, perché ogni ascoltatore la completa con la propria esperienza. Anche l’amore è giusto che resti così: ambiguo e non definibile».

Ad arricchire il dialogo è stato l’intervento di Lucio Presta, che ha portato la sua testimonianza sul valore umano del lavoro artistico e della relazione professionale: «Non immaginate quanto sia felice che oggi Cesare sia qui con noi. Anche io sono stato scelto, nella buona e nella cattiva sorte, per fare un mestiere che si può svolgere solo con cuore, determinazione e caparbietà». Presta ha ricordato l’impegno necessario per accompagnare gli artisti anche nei momenti di fragilità e ha raccontato, con ironia, il lungo percorso che ha portato Cremonini sul palco di Sanremo.

Al termine dell’evento il Rettore ha consegnato a Cesare Cremonini e Lucio Presta una targa donata dall’imprenditore cosentino Sergio Mazzuca, a testimonianza del valore culturale e umano dell’iniziativa e del dialogo costruito con la comunità accademica dell’Università della Calabria.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

05/02/2026