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Biovalle del Nicà senz’acqua, l’allarme degli allevatori: «Gli animali stanno morendo di sete»

Il sindaco di Umbriatico e allevatore Pietro Greco denuncia una situazione drammatica. Il Circolo Nicà chiede interventi immediati e rilancia il progetto dell’invaso sul torrente Patia

Biovalle del Nicà senz’acqua, l’allarme degli allevatori: «Gli animali stanno morendo di sete»

SCALA COELI – Pascoli bruciati dal caldo, riserve d’acqua sempre più scarse e animali in sofferenza. Nella Biovalle del Nicà la siccità non è più soltanto una minaccia per i raccolti: secondo l’allarme lanciato dal territorio, sta mettendo a rischio la sopravvivenza del bestiame e la tenuta economica delle aziende agricole.

«Gli animali stanno soffrendo la sete, stanno morendo. Abbiamo bisogno d’aiuto». È il grido del sindaco di Umbriatico, Pietro Greco, allevatore di bovini di razza Podolica, raccolto e rilanciato dal presidente del Circolo Nicà, Nicola Abruzzese, attraverso una nota.

L’estate 2026, lunga e caratterizzata da temperature particolarmente elevate, avrebbe aggravato una carenza idrica già strutturale. Le difficoltà nell’approvvigionamento di acqua potabile interessano diversi centri del comprensorio, ma nelle campagne la situazione descritta da allevatori e agricoltori appare ancora più grave.

A pesare è l’assenza, secondo il Circolo Nicà, di una rete idrica adeguata a sostenere le attività produttive durante i periodi di prolungata siccità. Le prime conseguenze ricadono sugli animali, mentre per le aziende si profila il rischio di danni pesanti, in un’area nella quale agricoltura e allevamento rappresentano presìdi economici, sociali e ambientali.

Il problema, però, non nasce con l’ultima ondata di calore. La crisi dell’estate riporta al centro una questione rimasta irrisolta per decenni: il progetto di un invaso sul torrente Patia, nell’area compresa tra Umbriatico e Scala Coeli.

L’ipotesi risale al 1962-1963 ed è stata ripresa più volte negli anni successivi senza arrivare alla realizzazione. Il progetto prevede un grande bacino artificiale destinato principalmente agli usi irrigui e potabili, con la possibilità di produrre anche energia idroelettrica.

Secondo i dati riportati nel comunicato, l’invaso avrebbe una capacità compresa tra 40 e 44 milioni di metri cubi d’acqua e potrebbe servire una superficie irrigabile di circa 6mila ettari. Di questi volumi, circa 30 milioni di metri cubi sarebbero destinati all’agricoltura e 10 milioni all’uso potabile.

L’opera prevederebbe una diga in materiali sciolti lunga circa 550 metri, per un investimento complessivo stimato in 300 milioni di euro. Si tratta, tuttavia, di cifre e caratteristiche riferite a una progettazione datata, che richiederebbe verifiche tecniche, ambientali ed economiche aggiornate.

«Non possiamo aspettare altri cinquant’anni», avverte il Circolo, chiedendo alla Regione Calabria soluzioni immediate per affrontare l’emergenza e, nello stesso tempo, una programmazione strutturale per il futuro. L’appello è rivolto in particolare agli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura.

Il punto sollevato dal territorio va oltre la realizzazione di una singola opera. La siccità non può più essere affrontata come un evento eccezionale da gestire soltanto quando pozzi, sorgenti e abbeveratoi sono già al limite. Servono interventi urgenti per salvare gli animali e le aziende, ma anche infrastrutture, manutenzione e una strategia capace di adattare l’intera area alla crescente scarsità d’acqua.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

25/08/2026